CALCIO, SERIE D - Tanta amarezza, tanta delusione. E’ questo quello che lascia l’eliminazione della Pistoiese nella semifinale playoff. Al “Melani” a vincere è stato il Piacenza per 3-1 dopo i tempi supplementari.
Una gara contrassegnata da episodi, sfavorevoli agli arancioni, a partire dall’espulsione di Rizq a fine primo tempo (una leggerezza dell’attaccante marocchino costata cara alla squadra), un calcio di rigore non concesso che avrebbe potuto cambiare il match, un intervento infelice di Pellegrino che con l’autorete ha regalato il 2-1 ai biancorossi. Sta di fatto che davanti a 3000 tifosi, la Pistoiese vede scivolare via un altro obiettivo che avrebbe potuto aprire le porte ad un quasi sicuro ripescaggio, ora scenario molto più lontano e difficile. Ai ragazzi di mister Lucarelli sarebbe bastato anche solo un pareggio ma giocare in inferiorità numerica contro un’avversaria bene attrezzata e determinata come il Piacenza non era certo facile.
Ci vorrann un po’ di giorni per smaltire la rabbia, e per dimenticare una giornata nera come quella di ieri dalla quale però non resta che trarre insegnamenti e un’analisi a 360 gradi. Non solo sulla singola partita ma in generale su cosa non ha funzionato in questa stagione e su cosa invece salvare. Saranno considerazioni che il club farà a mente fredda, con la giusta lucidità e razionalità. Con equilibrio, imparando dagli errori, da chi è disposto a calarsi in una categoria come la Serie D e da chi conosce molto bene questo campionato tutt’altro che semplice e dove non basta evidentemente avere elevati budget e nomi altisonanti. Serve, forse, in primis, una cosa così umile quanto forte e sentita, l’attaccamento a dei colori quando si sposano, per formare un gruppo dentro e fuori dal campo unito e compatto, per non perdere tutto quell’entusiasmo che si è ricreato attorno al calcio pistoiese, per continuare a costruire e crescere, anche rimescolando le carte per ripartire con più slancio.






