PESCIA - Un consiglio comunale aperto, acceso e partecipato ha segnato il destino della gestione dei rifiuti a Pescia. Nonostante le proteste e la richiesta di stop avanzata dalle opposizioni, l’amministrazione guidata dal sindaco Riccardo Franchi ha tirato dritto: il nuovo sistema di raccolta differenziata “porta a porta” partirà regolarmente il prossimo 30 novembre.
Al centro del dibattito, andato in scena davanti a una sala consiliare gremita di cittadini e rappresentanti delle categorie economiche, si sono contrapposte due visioni nette. Da una parte la giunta, che ha ribadito la necessità improrogabile di superare il modello dei cassonetti stradali. Come ricordato dall’assessore all’Ambiente Giacomo Ghilardi, Pescia si trova ferma al 36% di raccolta differenziata, tra i dati più bassi dell’area, contro l’80% registrato dai comuni limitrofi della Valdinievole, già passati al porta a porta nel 2018.
Un ritardo di otto anni che ha trasformato il comune nella meta del cosiddetto “turismo dei rifiuti”, con 8 milioni di chili di indifferenziato smaltiti all’anno con ingenti costi a carico della collettività e oltre 330 sanzioni per abbandoni rilevate dai vigili da inizio anno.
A supporto del passaggio, l’amministrazione ha evidenziato anche il contributo di 550 mila euro da fondi europei che coprirà circa l’80% dei costi iniziali di avvio.
Dall’altra parte, le minoranze consiliari hanno formalizzato la richiesta di sospendere l’avvio del servizio. Le perplessità sollevate riguardano principalmente le peculiarità morfologiche del territorio comunale: dall’estesa montagna pesciatina alle frazioni sparse, fino ai problemi di spazio nel centro storico. Diverse le richieste di riconsiderare soluzioni alternative o ibride, come cassonetti intelligenti ad accesso controllato, insieme a forti preoccupazioni per il possibile aumento futuro della TARI e la gestione della logistica per anziani e attività produttive.
Durante la seduta hanno preso la parola anche i rappresentanti di Alia Plures, incaricata del servizio
La mozione di rinvio è stata infine respinta a maggioranza. L’amministrazione ha comunque assicurato che il confronto con la cittadinanza proseguirà anche dopo la partenza ufficiale del 30 novembre per introdurre eventuali correttivi tecnici






