PISTOIA - L’aumento del costo dei carburanti, che incide in particolare sui pendolari, e il caro affitti che grava invece su chi per insegnare sceglie di trasferirsi lontano da casa, stanno influenzando l’avvio del nuovo anno scolastico.
Questi fattori infatti sono stati indicati dall’Flc, il sindacato della scuola della Cgil, tra le ragioni che anno spinto tanti docenti a rinunciare la ruolo loro assegnato. Si tratta di circa 400 persone, un numero mai registrato in Toscana.
Accanto alle motivazioni economiche, per molti insegnanti il trasferimento e i costi connessi sono infatti insostenibili, ci sono stati i tre concorsi, definiti “fotocopia”, che – commenta il sindacato – “hanno interessato quasi le stesse persone, tutte inserite in più graduatorie”.
La fotografia è quella di un ritorno in classe segnato dal precariato, in particolare tra i docenti di sostegno, circa il 50% con contratti a tempo determinato.
Giunti oramai quasi alla vigilia del 15 settembre, data della prima campanella, il numero dei supplenti in Toscana supera le novemila unità, pari ad oltre il 44% del totale. E’ Firenze a detenere i numeri più alti, qui i precari sono oltre duemila 400. Anche a Pistoia i numeri sono alti, si parla di 900 docenti, 581 di sostegno pari al 64.6% (dato più alto della toscana), gli altri 319 ordinari. A Prato gli insegnanti interessati sono 755, dove quelli di sostegno sono 412 e quelli ordinari 343.
Non è migliore la situazione per il personale Ata, dove – spiega sempre l’Flc Cgil – per il secondo anno consecutivo il turnover rispetto ai pensionamenti è stato del 30% a livello nazionale e, di conseguenza, a livello regionale. Per gli assistenti tecnici il dato è stato anche più basso, ma particolarmente colpiti sono stati i collaboratori scolastici, in Toscana il calo è stato di 191 unità.
“Di fatto, per l’ennesimo anno non si potrebbero aprire le scuole senza i docenti e gli Ata a tempo determinato” commenta amaramente il sindacato.
Nuovo anno scolastico. Cgil, oltre 9000 i supplenti
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