BASKET A2 - Molto investimento, pochissime risposte dal campo. La stagione dell’Estra continua a raccontare una storia fatta di scelte costose, cambiamenti continui e risultati che non arrivano. A nove giornate dalla fine del campionato, con la delicata sfida contro Scafati alle porte prima della sosta, il quadro resta preoccupante: la squadra non riesce a invertire il trend negativo e soprattutto continua a mostrare limiti di carattere e identità.
La società, nel corso dei mesi, ha provato a cambiare rotta più volte. Prima l’esonero di Tommaso Della Rosa, poi quello di Sacripanti e infine quello di Martelossi, che testimoniano le difficoltà di una stagione mai davvero decollata e che pesano anche sul piano economico, considerando che i contratti di Della Rosa e Martelossi continueranno a incidere sul bilancio per i prossimi due anni. Nel frattempo è arrivato anche un nuovo direttore sportivo e la scelta di affidare la panchina a un allenatore americano. Una scelta che però porta con sé anche delle incognite. Il nuovo coach, infatti, non ha esperienza né conoscenza diretta del campionato italiano, un contesto tatticamente complesso e molto diverso da altri tornei. Il rischio è che anche questa possa rivelarsi un’altra decisione sbagliata in una stagione già segnata da diversi cambi di direzione.
Anche sul mercato la società ha investito in modo importante. Gli arrivi di Buva, Stefanini e Anderson hanno alzato in maniera significativa il monte stipendi della squadra. Operazioni pensate per dare qualità ed esperienza al roster, ma che fino a questo momento non hanno prodotto l’impatto sperato. La squadra continua a faticare, soprattutto nei momenti chiave delle partite, dove spesso emerge la mancanza di personalità.
Il paradosso è proprio questo: l’Estra ha aumentato il livello degli investimenti, ma non è riuscita a costruire un gruppo capace di reagire alle difficoltà. La società ha ancora uno slot di mercato a disposizione, una possibilità che potrebbe rappresentare l’ultima occasione per correggere qualcosa nel roster. Ma anche qui non mancano le incognite. Nel gruppo ci sono due stranieri di 34 anni, non al meglio della condizione fisica e il rischio è che proprio nel momento più delicato della stagione, quello dei play out. possano emergere nuovi problemi.
Con nove giornate ancora da giocare e una sola squadra destinata alla retrocessione, il rischio per l’Estra è comunque concreto. Per evitarlo servirà molto più di quanto visto finora: carattere, continuità e soprattutto una reazione che, fino a questo momento, la squadra non è mai riuscita a mostrare.





