Grazie Baraonda Biancorossa. Grazie perchè una partita senza storia e senza senso, impari per le forze in campo e che sportivamente poteva divenire quasi farzesca, si è trasformata in una festa, con i cori di sostegno dal primo all'ultimo minuto e qualche inevitabile sfottò all'insegna dell'ormai odiatissimo Ron Rowan. Grazie, perchè siete riusciti a far sentire vicinanza e affetto incondizionato ai ragazzi in campo, splendidi comunque per voglia, carattere, determinazione e amore verso la maglia, nonostante l'inevitabile frustrazione e scoramento per la consapevolezza di non riuscire più a giocarsela alla pari con le altre squadre del campionato. Trieste ha passeggiato su quello che resta del Pistoia Basket. una società distrutta nella gestione e nei sentimenti, con la grottesca sfilarata di dirigenti americani vicino a canestro ed una formazione che ci ha anche provato, ma di fatto falcidiata dagli addii, dalle assenze e da un manipolo di stranieri poco volenterosi, eccezion fatta per il sempre positivo Forrest. Grazie Baraonda, per essere riuscita a tenere alta la dignità di una piazza innamorata, nonostante i torti subiti, le accuse pesanti e l'arroganza di una dirigenza che si è mascherata dietro al "se non vendevamo a Rowan, addio basket a Pistoia", ma che non ha mai fatto un passo indietro, cospargendosi il capo di cenere per una operazione improvvisata quanto deleteria per l'immagine che la società stessa, era riuscita a costruirsi negli anni. E' stata la stagione delle rescissioni consensuali, quasi a passare il messaggio che tutto andava bene e ci siamo lasciati con carezze e strette di mano quando, di fatto, era in atto un massacrante tutti contro tutti. Ed il nuovo CDA conferma che, almeno ad oggi, niente è cambiato, a parte l'uscita di scena di qualche figura dirigenziale che ha creato danni ormai irreparabili. Grazie Gianluca e Lorenzo, ancore di salvezza di una stagione fallimentare e grazie a chi ci ha provato o ha almeno tentato.
Leonardo Cecconi






