PISTOIA - Viaggiava in Porsche, si rapportava con commercialisti – tutti professionisti italiani – fornitori, clienti, ma non figurava mai in nessun ruolo nelle società che di fatto controllava e per le quali si avvaleva di prestanome. Solo per quelle di cui – all’inizio della sua carriera imprenditoriale italiana datata 1999 – risultava formale titolare, aveva accumulato debiti con il fisco per oltre 34 milioni di euro. Si tratta di uno dei due imputati – il cinese Hu YunYie detto Paolo – nel processo scaturito dalla maxi operazione END GAME dell’aprile 2024. Una delle più rilevanti indagini coordinate dalle procure di Pistoia e Prato che ha messo in luce un sodalizio criminale che intendeva mettere le mani su diversi locali della Valdinievole (tra cui L’Acqua e Villa Resort), e controllare varie sale slot nel pratese.
Il complesso sistema economico e finanziario è stato ricostruito nella terza udienza del filone pistoiese dal luogotenente della Guardia di Finanza di Pistoia Michelangelo Gentile, chiamato come test dal Pm Leonardo De Gaudio.
Assente in aula lo YunYe, presente l’altro imputato, il cittadino italiano Pierluigi Spera già in carcere a la Spezia per reati legati al traffico di droga.
Ad occuparsi dell’aspetto finanziario sarebbe stata la malavita cinese: riciclaggio e autoriciclaggio di denaro con aziende da imponenti fatturati, altrettanto imponenti debiti con l’erario, ma dalla vita brevissima (2-3 anni), secondo il ben noto sistema di imprese “apri e chiudi”, per sfuggire al fisco.
Dall’altra parte la malavita italiana si occupava con più efficacia della parte violenta, fatta di estorsioni e minacce spendendo – per incutere timore – anche nomi pesanti della criminalità organizzata italiana come quello dei Terracciano.
Secondo quanto emerso in aula, nel momento in cui la Finanza ha iniziato ad indagare, le società di fatto controllate dallo YunYe, pur senza mai apparire, erano 6 tra Firenze, Prato e Montecatini e proprio qui, l’ultima nata stava tentando di ristrutturare e aprire un locale di intrattenimento al Kursaal, al Principe Lounge Bar… quel locale che nel marzo del 2024 è stato distrutto da un incendio doloso, sebbene il rogo al Kursaal non rientri né in questo processo né in questo filone di indagini.






