Come parafrasava il cantautore livornese Bobo Rondelli in una sua vecchia canzone, dammi i soldi americano, dammi i soldi, per poi deridere l'arrivato d'oltreoceano con la sua irresistibile ironia.
Il basket pistoiese, al contrario, sta vivendo una situazione paradossalmente inversa; dopo aver messo i soldi, il presidente Ron Rowan ha preso in mano la nave biancorossa, fungendo da capitano e ciurma e navigando a vista, ma più a vista che non si può e senza mai cospargersi il capo di cenere, continuando a gestire tutto a modo suo, senza accettare consigli.
Dopo le scelte tecniche contestabili, ma del tutto lecite visto il ruolo, si è pian piano sempre più chiuso nella stanza dei bottoni, recitando il ruolo di protagonista e creando malumori all'interno di un gruppo che viveva di straordinario entusiasmo, un tutt'uno tra squadra e pubblico.
Il post social di Christon, poi tolto, ci parla di una situazione di grande disagio dei giocatori, costretti ad allenamenti da campini di periferia; un gruppo che gruppo non è ancora mai stato, con la squadra che ogni domenica improvvisa, sperando di fare un punto in più rispetto agli avversari, come successo domenica nell'imbarazzante partita contro Varese. La diatriba con coach Dante Calabria, che ha la sola responsabilità di aver accettato un incarico che fin dall'inizio sembrava un paravento ed al quale è stato fatto firmare un contratto di tre anni senza alcune logica. L'arrivo di un giocatore assolutamente fuori forma come Eric Paschall, senza dare all'ex nba, la possibilità di vivere un contesto positivo e che gli potesse permettere un rilancio.
Insomma una serie di scelte se non sbagliate, sicuramente rivedibili, senza che nessuno all'interno della società riuscisse, o potesse, mettere una pezza alla disgregazione messa in atto. C'è tempo per rimediare? Si. C'è volontà di rimediare? Forse. Ma caro Rowan, mettiti una mano sul cuore… che tutti speriamo sia un pò anche biancorosso.
Leonardo Cecconi






