"Funivia tra spese folli e fretta sospetta"… inizia così il comunicato stampa del Comitato “Un altro Appennino è possibile” contrario alla costruzione dell'impianto a fune che dovrebbe collegare la Doganaccia al Corno alle Scale.
"In due mesi – si legge ancora nella nota – sono stati spesi 265 mila euro di denaro pubblico quando le strade sono una buca continua, il trasporto pubblico è stato tagliato, l’erba invade le strade e i Consigli Comunali sono tenuti fuori da ogni decisione".
Il Comitato anti funivia evidenzia come fra giugno e luglio scorsi la Provincia di Pistoia ha accelerato i tempi, con forte spesa di denaro pubblico.
"Si tratta di 5 determine adottate in poche settimane da funzionari dell'ente provinciale. La prima (6.500 euro) per uno studio acustico con supporto giuridico. La seconda (71 mila euro) per uno studio ambientale. La terza (175 mila euro) per revisionare un precedente studio di fattibilità. La quarta per convocare, in pochissimi giorni, la conferenza dei servizi e la quinta (quasi 12 mila euro) per un incarico legale, di assistenza stragiudiziale, a supporto della procedura di approvazione del progetto e della gara".
“E’ purtroppo evidente – si legge ancora nel comunicato – che la Provincia di Pistoia, per compiacere su questo progetto il decisore regionale, è molto attiva. Purtroppo lo è assai meno su tanti altri aspetti che interessano assai più l’intero territorio della Montagna e la vita quotidiana dei suoi abitanti”.
Il Comitato cita alcuni esempi. “I cinque anni di calvario per il ponte di Maresca; la chiusura al traffico – per motociclette, motocicli e biciclette – di tratti significativi di strade provinciali. Per non parlare della carenza di manutenzione ordinaria (le grandi buche su Mammianese e Lizzanese, sulla Casotti Cutigliano e la mancanza di sfalci su strade troppo spesso rese pericolose da piante e arbusti che le stanno invadendo) oltre alla pesante riduzione del servizio di trasporto pubblico locale che ha privato lavoratori, studenti e cittadini di servizi fondamentali per la loro vita".
Redazione TG60






