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“Sono ancora rilevanti le condizioni di svantaggio delle donne nel nostro Paese, nell’ambito lavorativo, familiare e sociale” così si presenta il Rendiconto di Genere 2024, presentato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inps, che delinea un quadro in cui le donne, pur ottenendo migliori performance nel percorso scolastico, una volta giunte nel mondo del lavoro non arrivano ai livelli apicali dirigenziali e in media guadagnano un venti percento in meno degli uomini.
Il tasso di disoccupazione femminile è maggiore di quello maschile di quasi 18 punti percentuali.
Il tasso di occupazione femminile in Italia si è infatti attestato al 52,5%, rispetto al 70,4% degli uomini.
Il gap retributivo di genere rimane un aspetto critico, con le donne che percepiscono stipendi inferiori di oltre venti punti percentuali rispetto agli uomini e arriva fino al meno 32% nelle attività finanziarie e assicurative.
Per quanto riguarda il livello di istruzione, nel 2023 le donne hanno superato gli uomini sia tra i diplomati (52,6%) sia tra i laureati (59,9%), ma questa superiorità nel percorso di studi non si traduce in una maggiore presenza nelle posizioni di vertice nel mondo del lavoro.
Appena il 21,1% dei dirigenti infatti è donna.
Le donne continuano a farsi carico della maggior parte del lavoro di cura. Nel 2023, le giornate di congedo parentale utilizzate dalle donne sono state oltre 14 milioni, contro appena i 2 milioni degli uomini.
Il tasso di disoccupazione femminile è maggiore di quello maschile di quasi 18 punti percentuali.
Il tasso di occupazione femminile in Italia si è infatti attestato al 52,5%, rispetto al 70,4% degli uomini.
Il gap retributivo di genere rimane un aspetto critico, con le donne che percepiscono stipendi inferiori di oltre venti punti percentuali rispetto agli uomini e arriva fino al meno 32% nelle attività finanziarie e assicurative.
Per quanto riguarda il livello di istruzione, nel 2023 le donne hanno superato gli uomini sia tra i diplomati (52,6%) sia tra i laureati (59,9%), ma questa superiorità nel percorso di studi non si traduce in una maggiore presenza nelle posizioni di vertice nel mondo del lavoro.
Appena il 21,1% dei dirigenti infatti è donna.
Le donne continuano a farsi carico della maggior parte del lavoro di cura. Nel 2023, le giornate di congedo parentale utilizzate dalle donne sono state oltre 14 milioni, contro appena i 2 milioni degli uomini.
Marta Quilici






