E' quello che più interessa ai tifosi e alla città di Pistoia sapere quale sarà il futuro del calcio arancione. Domanda che non trova certo ora le risposte a pochi giorni dal fatidico giorno dell’esclusione della Pistoiese dal campionato di Serie D, e con un istanza di fallimento fissata per metà maggio. Certo è che le voci iniziano a rincorrersi, i primi rumors ci sono. Fra questi quella che un gruppo di imprenditori molto conosciuti possano essere interessati a far rinascere la Pistoiese in qualche modo. Si parla di un’ipotesi di coesione fra main sponsor Vannucci Piante, a fianco dei colori arancioni da più di 30 anni, insieme ad un altro nome molto conosciuto in Via della Olimpiadi l’azienda Fabo Spa di Larciano, leader internazionale della produzione di nastri adesivi, la famigli Fagni è stata al vertice dlela società molti anni fa. E a quello di Gabriele Giusti titolare della Nuova Comauto per tanti anni patron dell’Aglianese, il suo nome è una suggestione che più volte ha aleato sui colori arancioni senza mai però che avvenisse niente di concreto. Chissà se adesso è arrivato il momento e se davvero qualcosa bolle in pentola. In attesa di sviluppi, se o meno resteranno idee o se qualcosa si muove davvero in questa direzione, nelle ultime ore l’imprenditore genovese Sergio Iorio, Ceo di Italmatch Chemicals, ha scritto una lettera rivolta al sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi e alla città di Pistoia, tornando manifestare l’interesse per la Pistoiese. Già a dicembre 2021 Iorio si dimostrò disponibile a trovare una soluzione, anche se inizialmente parziale nel momento della vendita della società da parte della famiglia Ferrari. Ma non andò a buon fine. “Mi impegno- scrive Iorio nella lettera al primo cittadino – a ricercare la migliore soluzione per creare una Nuova Pistoiese confrontandomi con Istituzioni, Tifosi, FIGC/Lega nazioanle dilettanti ed eventualmente Curatore Fallimentare, per aspetti tecnico/Iegali e soprattutto per ricostruire un gruppo azionario serio, solido, motivato e professionale di cui potrei anche, se Pistoia lo vorrà, diventare azionista di riferimento (investirei a titolo personale, come già spiegato in passato molte volte, potendo io al massimo acquisire fino al 50% della nuova società per motivi legali/contrattuali legati alle mie attività) insieme a nuovi Azionisti che però condividano gli ideali per un calcio pulito, fondato su trasparenza, valori, professionalità e passione. Entro la fine del mese di maggio, presenterò un progetto a 360º, che comprenda obiettivi sportivi prima di tutto, ma anche settore giovanile, infrastrutture, con aggiunta anche di iniziative “sociali” con visibilità nazionale, molto vicine al calcio, e non".
Giada Benesperi






