L'ufficio scolastico regionale (e non quello provinciale) è a lavoro per individuare al più presto un nuovo dirigente scolastico in sostituzione della preside agli arresti domiciliari.
A seguito della denuncia sporta dalla mamma di un’alunna 15enne di una scuola della provincia sono scattate le indagini della Procura e poi gli arresti domiciliari per un suo professore e per la preside di quell'istituto (non abbiamo rivelato di quale istituto si tratti né il nome degli interessati, a tutela della giovane).
Il docente, 58 anni, è accusato di violenza sessuale: avrebbe toccato il fondoschiena della ragazza, avrebbe provato a baciarla e le avrebbe mandato numerosi messaggi (oltre mille quelli analizzati dagli inquirenti), alcuni dei quali dal contenuto sessualmente esplicito.
La preside invece è accusata di favoreggiamento: la ragazza avrebbe confidato le avances del professore a una docente responsabile dello sportello psicologico della scuola, la quale avrebbe a sua volta riferito il tutto alla preside. Questa avrebbe convocato l'alunna insieme alla madre per far luce sull'accaduto. Avrebbe però anche informato il professore dell'accusa e avrebbe redatto una relazione alle autorità in cui, secondo l'accusa, si metteva in qualche modo in dubbio la piena attendibilità della ragazza. Da qui l'accusa di favoreggiamento.
Nel corso delle indagini gli inquirenti hanno sequestrato i cellulari della giovane e del professore, trovandovi conversazioni inizialmente legate a questioni scolastiche, poi via-via sempre più confidenziali, fino ad arrivare a messaggi dal contenuto erotico.
Negli ultimi giorni la notizia ha risuonato in città e all'interno della comunità scolastica, comprensibilmente sotto shock. Adesso, sul fronte della scuola, occorrerà garantire almeno una continuità amministrativa con la nomina di un nuovo dirigente; per questo l'ufficio scolastico regionale sta preparando l’interpello rivolto ai presidi per un’immediata sostituzione.






