PISTOIA - Un gesto reiterato, che avrebbe insospettito la moglie a seguito di alcuni malesseri accusati dopo aver bevuto la solita tazza di caffè del mattino, scoperto grazie ad una telecamera installata dalla donna all’interno della propria abitazione.
Sono questi i passaggi che hanno portato all’arresto di un operaio 54enne di Hitachi, accusato di lesioni personali pluriaggravate ai danni della consorte.
Quello di sabato 9 maggio non sarebbe quindi il primo caso in cui l’uomo avrebbe compiuto il gesto, ma l’ultimo di una serie di tentativi di cui la moglie si è insospettita nel tempo. La solita tazza di caffè all’apparenza, ma con un sapore particolarmente acre, provocando diversi sintomi, dalla cefalea a dolori addominali e sudorazione fredda. Da qui la scelta della donna di montare una telecamera in casa per capire se effettivamente si stesse realizzando quello che, fino a quel momento, era soltanto un’ipotesi e che invece è stata confermata dalle immagini che hanno ritratto l’uomo, durante la notte, mentre versava la candeggina nella tazza destinata la mattina seguente alla moglie.
Secondo i Carabinieri di Pistoia, che stanno lavorando al caso, la vicenda si inserisce all’interno di un quadro di crisi familiare connessa ad una scoperta della donna rispetto ad un problema di gestione economica del marito che le avrebbe più volte tenuto nascosto.
Questo ha portato al punto di rottura, con la coppia che avrebbe iniziato l’iter per la separazione, tanto che i due avevano già iniziato a dormire in stanze diverse della propria abitazione, fino alla ricerca da parte dell’operaio di una sistemazione alternativa, probabilmente già individuata in un appartamento del centro storico pistoiese.
Sconcerto tra i colleghi di Hitachi che ne parlano come una persona dedita al lavoro, senza aver mai dato segnali di violenza. Molto legato ai due figli, i suoi compagni raccontano di un uomo con abitudini comuni, tra cui la passione per il calcio.
Dopo l’interrogatorio di garanzia di martedì scorso, in cui il 54enne ha risposto alle domande del GIP, fornendo la propria versione dei fatti, si attende che l’indagato e il suo legale, Marcello Montoro del Foro di Pistoia, mettano in campo la strategia migliore sul da farsi. probabile la richiesta al tribunale del Riesame di valutare il passaggio dalle misure cautelari in carcere ai domiciliari.






