PISTOIA - Non risultano accessi al pronto soccorso di Pistoia per la donna avvelenata e l’uomo non sarebbe stato arrestato all’interno dell’azienda Hitachi, in cui lavorava.
Sono questi i due aggiornamenti rilevanti rispetto alla vicenda che ieri ha sconvolto Pistoia.
Sabato 9 maggio scorso infatti l’operaio di 55 anni avrebbe versato della candeggina nella tazza di caffè della moglie. Dopo il fatto l’uomo è stato tratto in arresto martedì e portato al carcere di Santa Caterina in Brana a Pistoia.
Secondo quanto riportato da alcune fonti vicino alla coppia, composta dai due coniugi e due figli, di cui uno maggiorenne, la relazione stava vivendo un momento di forte crisi. Pare infatti che i due avessero già iniziato l’iter per la separazione e lui in particolare aveva già trovato un’abitazione in centro a Pistoia dove potersi trasferire al momento della separazione.
Sconcerto tra i colleghi di Hitachi che lo ricordano come una persona dedita al lavoro, senza aver mai dato segnali di violenza o squilibrio in generale. Molto legato ai figli, i suoi compagni raccontano di un uomo con abitudini classiche: appassionato di calcio, innamorato dei suoi due cani che portava sempre a spasso nei parchi della città.
Dopo l’interrogatorio di garanzia di martedì scorso, in cui il 55enne ha risposto alle domande del GIP, fornendo la propria versione dei fatti, si attende che l’indagato e il suo legale, Marcello Montoro del Foro di Pistoia, mettano in campo la strategia migliore sul da farsi. probabile la richiesta al tribunale del Riesame di valutare il passaggio dalle misure cautelari in carcere ai domiciliari.
Veleno nel caffè della moglie: due novità
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