PESCIA - Un vertice politico sul futuro del territorio accende lo scontro istituzionale a Pescia. I consiglieri comunali di minoranza Alessio Spelletti (Gruppo Misto), Vittoriano Brizzi e Celeste Vassallo (Pescia Cambia) hanno incontrato nei giorni scorsi, nei locali del Circolino di Alberghi, il sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana, Bernard Dika. L’iniziativa ha suscitato dure reazioni da parte del Partito Democratico locale e dell’amministrazione guidata dal sindaco Riccardo Franchi, scatenando un botta e risposta al vetriolo. Al centro del confronto con il referente regionale sono finiti i nodi strategici della Valdinievole: la situazione della sanità, le prospettive dell’ospedale cittadino, lo sviluppo delle opere pubbliche e i progetti per il rilancio del territorio. All’incontro, descritto dai promotori come un momento di dialogo trasparente e partecipato anche da esponenti della società civile e operatori sanitari, era presente tra gli altri anche l’ex sindaco Oreste Giurlani.
I consiglieri promotori hanno respinto con fermezza le accuse di aver organizzato una riunione segreta o di fazione. «Non siamo carbonari, ma amministratori che hanno a cuore la città», hanno precisato, rivendicando il proprio ruolo attivo nel sostegno elettorale che un anno fa portò Dika a raccogliere un forte consenso a Pescia. A far discutere è soprattutto il tema dei rapporti istituzionali tra il Comune e Firenze. Dall’incontro sarebbe emersa l’assenza di contatti diretti tra il sindaco Franchi e il sottosegretario Dika da quando quest’ultimo è in carica.
«Ci domandiamo per quale ragione il primo cittadino non abbia mai contattato il principale riferimento istituzionale eletto sul territorio per discutere delle necessità di Pescia», incalza l’opposizione, accusando la maggioranza di anteporre dinamiche interne di partito agli interessi della comunità e criticando scelte amministrative recenti, come la gestione della raccolta differenziata.
I gruppi di minoranza rinnovano infine l’invito all’amministrazione comunale ad aprire un confronto costruttivo sui problemi reali della città prima che vengano assunte decisioni definitive, lasciando da parte le polemiche politiche






