07/03/2025
La Fondazione Marini oggi ha un nuovo Consiglio di Amministrazione (senza alcun membro della famiglia), tutti i bilanci pregressi sono stati chiusi, per la prima volta è stato approvato un previsionale per il 2025, e il consuntivo 2024 ha un avanzo di 43mila euro, il primo in attivo dopo anni. È stato stilato un inventario del patrimonio della fondazione di 3400 pezzi, grazie al quale sono state scoperte 250 opere in più, tra disegni, dipinti, acqueforti, litografie.
Sono i traguardi raggiunti in circa un anno e mezzo di commissariamento dal prefetto Raffaele Ruberto, incaricato dalla Prefettura di Pistoia, di rimettere in piedi uno dei principali enti culturali cittadini.
Tra gli obiettivi più complessi per il commissario Ruberto era stabilire la nuova composizione del Cda, dilaniato dai contrasti tra la parte istituzionale (le tre nomine di Sindaco, Banca Intesa e Sovrintendenza) e tre componenti indicati dalla famiglia.
Questione risolta alla radice dal prefetto: Lo statuto della fondazione – spiega – indica chiaramente come deve essere composto il cda: dai tre componenti istituzionali, dalla Fondatrice (“Marina”, ossia Mercedes Pedrazzini) e – eventualmente, su decisione dell’intero CDA da altri due componenti che debbano rispondere ai requisiti di onestà e competenza in materia. Pertanto, con la morte di Marina, in assenza di indicazioni per il post-mortem della fondatrice nello statuto, si estingue la possibilità di ulteriori nomine, tanto più che nessuno della famiglia può essere considerato erede, avendo Marina lasciato la sua eredità alla Fondazione stessa.
Il nuovo Cda è dunque adesso formato dall’avvocato Andrea Niccolai, eletto presidente, indicato dal Sindaco di Pistoia, la commercialista Irene Sanesi, su nomina della banca, e la Soprintendente Antonella Ranaldi.
In un anno di commissariamento, la Fondazione ha stipulato anche un accordo con l’Università di Pisa per la digitalizzazione delle opere, fondamentale anche per semplificare la fase istruttoria – fatta di ricerche, consultazione di registri e cataloghi – della richiesta di autentiche, attività che la Fondazione è l’unica autorizzata a fare.
Su tutto questo lavoro incombe però il ricorso al Tar sul commissariamento della Fondazione, cui si oppone la Fondazione Marini San Pancrazio di Firenze e il suo presidente Carlo Ferdinando Carnacini. Se accolto, come in un gioco dell'oca, si ripartirebbe dal via e il lavoro del prefetto Ruberto sarebbe d'un tratto annullato.
Marta Quilici