• La moda: "gesto individuale che si fa atto politico"


    10/03/2025
    In una delle più note scene del film cult il “Diavolo veste Prada” Andy, la protagonista, scopre da Miranda Priestly, Maryl Streep, l'influente e dispotica direttrice della rivista di moda Runway per la quale ha appena iniziato a lavorare, che dietro al maglioncino color ceruleo che sta indossando c’è un’intera industria... e che scegliere di acquistare o non acquistare un capo piuttosto che un altro, non è una decisione da poco, né soltanto una scelta di stile, ma un vero e proprio gesto politico, nel senso più proprio e profondo del termine. L’industria della moda ha un impatto sul mondo, sia da un punto di vista economico che ambientale, rispetto al quale nessuno può ritenersi al di fuori. Alla moda è stato imputato – specialmente in passato - di aver tratteggiato un ideale di bellezza, stereotipato, deleterio e persino tossico, rispetto in particolare al corpo femminile. Dei tanti aspetti della moda si è parlato alla Fondazione Poma Liberatutti di Pescia, in un incontro con Lavinia Farnese, vicedirettrice della rivista Marie Claire e Maria Luisa Frisa, curatrice e teorica della moda, ordinaria all’Università IUAV di Venezia, direttrice della rivista Dune e autrice del libro “I racconti della moda”. L’incontro si inserisce in un ricco calendario di appuntamenti promosso dalla Fondazione Poma, incorniciato da una mostra di oltre 10.000 fotografie di sfilate di moda dei primi anni 2000.

    Marta Quilici
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