Maurizio De Simone, ex patron della Pistoiese, è di nuovo in carcere. E' infatti al centro di un'operazione della Procura di Avellino che ha sgominato un'associazione a delinquere dedita alla creazione e commercializzazione di crediti d'imposta fittizi da "bonus facciata" e riciclaggio: 13 le persone indagate, tra queste De Simone, ritenuto "dominus del sodalizio".
E' nel suo cassetto fiscale infatti che, secondo quanto scoperto dalla Guardia di Finanza irpina, erano confluiti oltre 30 milioni di euro di crediti d'imposta fittizi, ottenuti attraverso la costruzione di società intestate a "prestanomi" con sede legale in varie parti d'Italia. Queste società, secondo le fiamme gialle, hanno ottenuto crediti prevalentemente da "bonus facciate", per lavori in realtà mai eseguiti.
L'indagine interesserebbe anche Pistoia: secondo gli inquirenti, infatti, parte dei crediti fittizi sarebbero stati reimpiegati nella Pistoiese e sulla società arancione sarebbero stati investiti anche altri proventi illeciti come i crediti ottenuti tramite le agevolazioni nazionali ACE, ossia degli Aiuti alla Crescita Economica.
Tra le 13 persone indagate, 2 - tra cui De Simone - sono sottoposte a misure cautelari in carcere e altrettante ai domiciliari. Coinvolto anche un commercialista al quale, in attesa del processo, è stato interdetto per un anno l'esercizio della professione.
L'avvocato di De Simone annuncia già l'intenzione di far ricorso al tribunale del Riesame di Napoli per la scarcerazione.
De Simone, lo ricordiamo, era già stato arrestato lo scorso 4 aprile, per poi essere messo ai domiciliari dopo 7 mesi, nell'ambito dell'indagine della Procura Europea per frode fiscale legata ai fondi PNRR.
Marta Quilici