"Nuovi mercati, nuova enologia e soprattutto comunicare la cultura del vino".
E' la strada indicata da Gino”Fuso” Carmignani, presidente del Consorzio dei Vini di Montecarlo per rispondere ai dazi sul vino annunciati dal presidente americano Donald Trump.
Dazi che, dopo un ottimo 2024 con l’ultimo bimestre dell'anno che si è chiuso con un exploit di crescita del 20% e del 21%, rispettivamente per volume e valore, rispetto al pari periodo dell’anno precedente, preoccupano piccoli e grandi produttori italiani e toscani.
Sul tema è intervenuto a Bruxelles, a margine della riunione del comitato delle regioni, anche il presidente del consiglio regionale toscano Antonio Mazzeo, che chiedendo al Governo e all'Europa di attivarsi a protezione del comparto.
La chiave per il futuro, come insegna la storia dell'export negli Stati Uniti d'America, ha ricordato ancora Gino "Fuso" Carmignani e la comunicazione.
Negli anni '70 il vino italiano era marginale, poco conosciuto; nella più diffusa guida ai vini del mondo di allora sulle 200 pagine solo 12 erano riservate al belpaese; la svolta meno di un decennio dopo, con un giornalista americano Burton Anderson, divenuto pioniere nel mondo del vino Italiano.
Francesco Rossano